lunedì 20 ottobre, 2014
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Femminicidio, una storia millenaria.

Le cronache odierne portano alla luce una realtà sconcertante e preoccupante nella società attuale, nonostante sia ben risaputo che in molte culture antiche, in passato, ma anche oggi in molti paesi del mondo, la donna sia vista come un essere inferiore, da sottomettere, da punire, il tutto frutto di credi religiosi e dogmi che nel 99,9% sono stati ideati e diffusi dall’ uomo.

violenza sule donne

Il femminicidio, è un vocabolo che fino a qualche tempo fa non esisteva nei dizionari della lingua italiana, ma che è purtroppo entrato prepotentemente negli ultimi anni a causa degli innumerevoli fatti di cronaca nera che vedono come vittime giovani ragazze, adolescenti, donne e mogli indifese. Tuttavia questo dramma non è esclusiva solo del mondo occidentale come si potrebbe credere, ma di tutto il mondo e di tutte le culture, tranne in rare eccezioni, come precedentemente accennato. Per capire tutto cio’ bisogna scavare nel passato e analizzare cio’ che sta alla base, alla radice di ogni cultura etnica, ma sarebbe come scrivere un enciclopedia di migliaia di volumi e non basterebbero tutti i boschi di questa terra per produrre la carta necessaria.

Ci limiteremo quindi a dare uno sguardo nella cultura occidentale.

Dio creo’ la donna dalla costola dell’ uomo.

La Bibbia racconta che Dio creo’ la donna dalla costola dell’ uomo e che lo stesso uomo fu creato da Dio a sua immagine e somiglianza. L’ interpretazione di questa raffigurazione allegorica, oltre ad essere presa erroneamente alla lettera, è altresi’ radicata nella nostra cultura e nel nostro inconscio, tramandato di generazioni in generazioni, attraverso la diffusione della religione cattolica, insieme alle sue regole. E’ fin dai tempi antichi quindi, che la donna viene considerata come un essere inferiore, e cio’ ha sviluppato nel tempo quella che è una sorta di persecuzione nei suoi confronti.

Il peccato originale.

La donna tento’ l’ uomo offrendogli la mela dell’ albero proibito e quando l’ uomo dovette rendere conto di tutto cio’, si giustifico’ dicendo ” La donna che hai messo al mio fianco mi ha tentato e io ho mangiato!” E la stessa donna si giustifico’ indicando il serpente, ma questo non ci riguarda, per ora. Quel che è importante è quello che disse Dio alla donna: ” Moltiplichero’ i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai i figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto ed egli ti dominerà.

Anche qui è chiaro come il concetto precedente assuma gli stessi valori di questo: la donna da sottomettere, la donna servile e, piu’ avanti nel tempo, la donna oggetto da possedere. Colpa delle religioni o del credo? Colpa dell’ uomo, inteso come essere umano che ha percepito erroneamente tale rappresentazione, opera dello stesso uomo che ha scritto, modificato, alterato nel tempo, una verità che è semplice e pura ma che allo stesso tempo è difficile percepire e soprattutto capire, per tutti.

Ma tralasciamo la teologia e ritorniamo ai giorni nostri. Cosa è fondamentalmente, oltre a quanto precedentemente accennato e se vogliamo, ipotizzato, che ha fatto scattare negli ultimi anni questa ondata di violenza sulle donne? Cosa scatta nella mente dell’ uomo, oltre ovviamente ad eventuali momenti di raptus, rabbia e follia, per far si che accadono tali tragedie?

La rivoluzione femminile.

Con la cosiddetta rivoluzione femminile del ’68, la donna tento’ di ottenere gli stessi diritti dell’ uomo, nella politica, nella società, nel lavoro, e per molti versi ci riuscì.

Il femminismo si mosse  con i festosi girotondi, con la moda delle gonnellone a fiori e con la logica della “liberazione della donna dall’oppressione della società maschilista”, arrogandosi il diritto di parlare in  nome di tutte le donne, autonominandosi rappresentante dell’intera categoria femminile. Le sue parole d’ordine furono “emancipazione” ed “autodeterminazione”: la prima era l’obiettivo dichiarato, la seconda lo strumento per conseguirlo. L’assunto era che “le donne” dovessero “realizzarsi”, emancipandosi da una serie di secolari “condizionamenti socio-culturali” che le costringevano in uno stato di sottomissione agli uomini: i livelli di istruzione inferiori, le prospettive professionali e retributive penalizzanti, una generica subalternità sociale, il matrimonio, il lavoro domestico, la maternità, la cura dei figli. (fonte: Editoriale Giglio)

Un fenomeno il femminismo, che spavento’ l’ uomo e lo destabilizzo’ dalla sua posizione predominante e che ad oggi ha prodotto il risultato ultimo del femminicidio, che nonostante l’ enorme drammaticità del fenomeno, rimane un vocabolo creato dall’ uomo e soprattutto dai media, ma che sta di pari passo, nonostante l’ enorme distanza temporale, con la caccia alle streghe nel medioevo.

Emulazione.

La mercificazione di un tale cancro sociale, nonostante il diritto di cronaca e di informazione, con ogni piu’ alta probabilità ha acceso la miccia di un petardo cinese, di quelli usati per festeggiare il Capodanno Orientale, in un susseguirsi di fatti di cronaca, non di rado figli di un emulazione indotta dall’ ambiente e dal momento nel quale vive la nostra società. Il modello dell’ uomo forte, dominante, padrone, imprenditore, politico, benestante…sta crollando sotto i colpi del sistema creato da lui stesso. Un uomo che sta perdendo i propri valori spirituali, ma che è spaventato dal perdere i suoi valori materiali e allo stesso tempo non accetta le proprie responsabilità.

Un uomo che si rifà quindi delle proprie debolezze con la violenza sulle donne, i maltrattamenti,  che spesso culminano con la morte del sesso debole che contrariamente e paradossalmente a quanto si crede in quel luogo comune, rimane tale, vittima inerme del non accettare, della frustrazione maschile, dell’ uomo e di cio’ che gli è stato insegnato e a volte della follia, ma che di follia spesso ha ben poco, paradossalmente!

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